Di chi sono le case in Italia?

Approfittiamo del rapporto sulla ricchezza non finanziaria dell’Istat per fare oggi una riflessione sulla proprietà immobiliare.

Ci siamo mai chiesti di chi sono le case in Italia? O meglio, le abitazioni sono in maggiori parte possedute dalle famiglie, dalle società o dagli enti pubblici?

La riposta è dalle famiglie e i dati riportati dall’Istat ci dimostrano che nel periodo compreso dal 2001 al 2016 il valore nominale delle abitazioni è cresciuto del 76%, un’enormità, dove il valore del patrimonio immobiliare delle famiglie è ammontato a ben 4.632.126 miliardi di euro.

Cifre da capogiro, che si spiegano con un tasso di crescita sostenuto fino al fatidico 2008 e con un incremento annuo del 9%. Ovviamente negli anni bui della crisi il tasso di crescita è stato del 1.6% ma questa lenta salita ha indotto il valore delle case di proprietà a raddoppiarsi rispetto al 2001.

A questa situazione ha fatto seguito la discesa dei prezzi iniziata nel 2012 che ha ridotto il valore delle case di proprietà. I dati dimostrano che nel 2016 la ricchezza abitativa è scesa dell’8.1% rispetto al 2011 e ha subito una variazione annua del -1.7%.

Perché questi dati in merito alle case in Italia?

Perché dimostrano l’andamento del mercato negli ultimi anni e ci rivelano che nel 2016 le famiglie hanno detenuto il 92% delle case in Italia di proprietà. Nel dettaglio si tratta di case adibite ad abitazione principale oppure a disposizione delle famiglie come seconde case. Il restante 11% è costituito da case detenute da famiglie che le impiegano come attività di investimento, quindi destinate alla locazione.

I dati dimostrano che le case in Italia appartengono alle famiglie, perché le società non finanziarie detengono poco più del 6% dell’ammontare complessivo, mentre le amministrazioni pubbliche ne possiedono meno del 2%.

Va citata la leggera crescita dell’acquisizione delle case in Italia da parte delle società finanziarie, ma si tratta di un effetto dello sviluppo che i fondi immobiliari hanno avuto negli ultimi anni, dove la percentuale di interesse non supera l’1%.

In definitiva le case in Italia appartengono alle famiglie, e ciò dimostra che il mattone è considerato come il primo bene di interesse da parte gli italiani. Un bene ‘vitale’ che fa poca gola alle società e allo stato, ma si pone in cima alla lista dei sogni, desideri e necessità delle nostre famiglie.

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