È vero che i prezzi delle case sono aumentati ancora?

Una delle domande che si fa chi vuole comprare oggi un’abitazione è proprio questa: è vero che i prezzi delle case sono aumentati ancora?

Domanda più che legittima, visto che sono tantissime le persone che sono rimaste ‘scottate’ da un mix impensabile di aumento dei prezzi delle case e di costo dei mutui, che ha pressoché congelato le compravendite nel 2023.

Secondo gli analisti, il 2024 dovrebbe essere l’anno in cui i prezzi delle case e il costo dei mutui si stabilizzeranno, presupposti indispensabili perché le persone possano ricominciare a comprare casa nel paese.

Ora siamo a maggio, manca poco alla fine del secondo trimestre e i dati più realistici relativi al prezzo delle case medio nel primo trimestre 2024, ovvero quelli emessi dal Notariato o dall’Omi, devono ancora arrivare.

I numeri disponibili sono frutto delle elaborazioni dei portali immobiliari che, naturalmente, hanno a disposizione milioni di dati da cui si può calcolare il prezzo medio delle abitazioni in Italia in un certo periodo dell’anno.

Questo è molto utile, ma bisogna considerare che il più delle volte il calcolo NON si basa sul prezzo a cui l’immobile è stato venduto, bensì sul prezzo che appare nell’annuncio di vendita. Ci può quindi essere uno scollamento tra i due valori e bisogna aspettare un po’ per avere dei dati più realistici.

In ogni caso la risposta alla domanda se i prezzi delle case sono aumentati ancora sembra essere positiva. Si parla di un +1,5% annuale.

casa di legno sopra delle monete a simbolo che i prezzi delle case sono aumentati

Perché i prezzi delle case salgono?

Seppure lievemente, gli analisti attribuiscono la crescita a una ragione fisiologica: l’offerta delle case in vendita è bassa e quando sul mercato ci sono pochi beni che interessano a molti, il loro prezzo sale.

Il punto è che le stesse persone che magari vorrebbero vendere casa oggi possono essere frenate dai costi dei mutui, perché uno dei casi più frequenti è quello di vendere casa per acquistare una nuova abitazione.

In altre parole, le persone possono essere restie a vendere  perché vedono che cambiare è ancora costoso, che c’è poca offerta e questo alimenta un ciclo ‘bloccante’ che coinvolge tutti, sia chi vuole comprare una nuova casa, sia chi vuole venderla.

La soluzione può ovviamente arrivare dall’abbassamento dei tassi dei mutui.

Le percentuali sono in discesa, sulla scia delle scelte fatte dalla FED americana la BCE ha scelto di non alzare i tassi, ma cosa succederà nei prossimi mesi?

persone che camminano in una strada di una città italiana

Quando caleranno i tassi per i mutui?

Per rispondere a questo bisogna considerare che la BCE ha alzato il costo del denaro per far scendere l’inflazione. L’obiettivo è raggiungere il 2%.

La stessa Lagarde ha dichiarato che le prossime decisioni di politica monetaria, ovvero il rialzo o meno dei tassi, saranno ‘data driven’ , guidate dai dati, ovvero bisognerà vedere se l’inflazione scende.

Dichiarare con certezza in che percentuale i mutui scenderanno sarebbe un po’ come fare i conti senza l’oste. 

La situazione è comunque in calo, dal 5% si è passati al 3,5% e gli analisti delle banche sono abbastanza concordi nell’affermare che i tassi caleranno ancora, stabilizzandosi al 3%.

Ecco che se i mutui raggiungono un costo ragionevole, le persone possono ricominciare a valutare l’acquisto di una casa e il mercato immobiliare può riprendere linfa e ricominciare a vivere.

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