Iva Agevolata Sui Beni Significativi

da | Ago 27, 2018 | LEGGI E FISCO IMMOBILIARE | 0 commenti

Se stai effettuando degli interventi di ristrutturazione edilizia o sei in procinto di acquistare una casa a Lodi che richiede questa tipologia di opere puoi usufruire dell’IVA Agevolata sui beni significativi, oltre che ovviamente su molte altre opere di restauro e riqualificazione dell’immobile.

Con la circolare 15/E datata 12 Luglio 2018 l’Agenzia delle Entrate si è occupata di chiarire cosa si intende per Iva agevolata sui beni significativi, un approfondimento interessante se sei attualmente in fase di ristrutturazione o se questo fa parte dei tuoi progetti per il futuro.

IVA Agevolata Sui Beni Significativi: I Chiarimenti Dell’Agenzia Delle Entrate

Chiariamo innanzitutto cosa si intende per beni significativi: si tratta degli infissi, delle caldaie, degli ascensori, dei condizionatori, dei sanitari e rubinetterie, dei video citofoni e dell’impianto di sicurezza.

Con la norma sono stati definiti significativi anche quelli che svolgono le stesse funzionalità di quelli già presenti in elenco ma non erano stati inseriti.

L’esempio classico è la stufa a pellet che se viene impiegata per riscaldare l’acqua con un sistema di termo caldaia si assimila alla caldaia e diventa quindi bene significativo. Stesso discorso per l’installazione dei balconi o delle tapparelle, inclusi ai serramenti.

La norma prevede che l’Iva agevolata sui beni significativi venga applicata solo sulla differenza fra il valore complessivo della prestazione e il valore dei beni stessi.

Questa distinzione è importante perché l’agevolazione dell’aliquota coinvolge solitamente l’intera prestazione del servizio e comprende le materie prime, comprese quelle che servono per realizzare l’intervento, con l’unica condizione che vengano forniti da chi esegue i lavori.

Ecco che la circolare ha sottolineato il concetto di costo “originario”, quindi chi fattura deve indicare con cura:

  • il costo complessivo del lavoro che comprende il valore dei beni significativi che sono stati forniti in corso di realizzazione;
  • il valore dei beni significativi;
  • l’ammontare dell’imposta al 10%;
  • l’ammontare dell’imposta ordinaria per gli altri interventi.

Se ad esempio la fornitura di infissi costa nel complesso 15.000 euro, dove:
– 10.000 euro è il costo degli infissi
– 5.000 euro è il costo della manodopera

Bisognerà effettuare questo calcolo: valore totale -valore materia prima = valore beni che possono essere soggetti all’aliquota del 10%
In questo caso 15.000-10.000= 5.000 euro che possono essere soggetti al 10% di IVA

In seguito: valore complessivo della materia prima – valore materia prima con IVA al 10% = valore materia prima con IVA al 22%
In questo caso 10.000-5.000= 5.000 con IVA al 22%

La circolare che chiarisce l’Iva agevolata sui beni significativi ha stabilito che si tratta di una norma di interpretazione autentica e quindi l’efficacia è retroattiva.

In ogni caso i comportamenti difformi che sono stati tenuti dai contribuenti non possono essere contestati e l’eventuale maggiorazione di Iva sui beni significativi applicata non è rimborsabile sulle operazioni effettuate entro il 31 dicembre 2017.

Dossier del Senato Della Repubblica 

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