Residenziale Lodi: nel primo trimestre ‘24 si comincia a parlare di valori stabili (e di ripresa)

Come è andato il mercato residenziale nel primo trimestre del 2024 a Lodi? 

Secondo l’indagine curata da FIMAA Milomb sull’andamento del settore residenziale e commerciale, nel primo trimestre dell’anno si è riscontrato un aumento della domanda di acquisto di abitazioni, soprattutto nella città di Lodi, dove il 75% dei rispondenti ha verificato un incremento. 

Situazione diversa per il settore immobiliare commerciale, quindi uffici, negozi e capannoni, per cui si è riscontrata una diminuzione della domanda. 

La maggior parte degli acquisti residenziali sono stati effettuati per uso personale, mentre è diminuita la quota di acquisti per investimento da mettere a reddito. Per quanto riguarda la provincia di Lodi, il 91% delle case sono state acquistate per uso personale, con un 9% di immobili acquistati per investimento da mettere a reddito. 

Per le abitazioni si è registrata una diminuzione dell’offerta sul mercato, anche se l’indagine ha rilevato un aumento significativo di immobili invenduti, che sono andati ovviamente ad aumentare l’offerta in portafoglio, fattore determinato principalmente dal disaccordo tra domanda e offerta. 

Per quanto riguarda il numero di scambi, scendono sia per le abitazioni, che per gli uffici, i negozi e i capannoni. Per quanto riguarda i prezzi, la parola d’ordine è ‘stazionarietà’, in particolare a Lodi, dove il 67% dei rispondenti ha dichiarato che i prezzi di compravendita sono stabili. 

Si riscontra un aumento del numero di appuntamenti per vendere in tutte le quattro categorie e la tipologia di appartamento più richiesta è il trilocale, ad eccezione di Lodi dove prevale la richiesta di quadrilocali, probabilmente per la quotazione economica decisamente più contenuta. 

coppia con chiave di casa nuova che si fa un selfie

Nel residenziale Lodi del primo trimestre emerge il quadrilocale

Nella città di Lodi, il 75% dei rispondenti ha dichiarato che la tipologia di appartamento più richiesta è il quadrilocale e il 25% il trilocale, mentre in provincia prevale il trilocale. 

In merito alle modalità più frequenti per reperire le risorse finanziarie per acquistare un immobile, il 45% ricorre al mutuo, il 36% alla vendita della vecchia casa e il 19% ai risparmi. 

Lo sconto medio applicato per le abitazioni è tra il 5% e il 10%. 

Una parentesi sulle locazioni: per il 73% dei rispondenti c’è un aumento della domanda, soprattutto a Lodi e provincia. L’offerta di immobili destinati all’affitto diminuisce per quanto riguarda le abitazioni e il numero di locazioni residenziali aumenta in modo significativo. 

Per quanto riguarda i canoni di locazione per le case, hanno subito una crescita per il 100% degli intervistati nella città di Lodi, quindi i prezzi sono in aumento. 

Quali sono le tipologie di immobili più richiesti per l’affitto?

Trilocali e quadrilocali emergono, così come emerge chiaramente che al diminuire della metratura dell’immobile aumenta la percentuale degli acquirenti che vogliono mettere a reddito l’investimento fatto. Ovviamente questo accade soprattutto nelle grandi città. 

In merito alla locazione prevale il canone libero, soprattutto a Lodi e provincia, a seguire il transitorio e il canone per studenti, il concordato e il contratto breve turistico. 

case Italia

Quali sono le previsioni per le compravendite per il 2024? 

Secondo l’indagine, la situazione è stazionaria rispetto al numero delle transazioni. Anche se i tassi di interesse dei mutui sono in discesa, l’accesso al credito resta uno dei motivi principali che condiziona il mercato residenziale. 

Nel 2024 è quindi prevista per le abitazioni una maggiore stazionarietà rispetto ai prezzi a livello zonale, soprattutto nella provincia di Lodi. 

Per quanto riguarda le locazioni, secondo il 52% dei rispondenti ci sarà un aumento per le abitazioni, soprattutto nella provincia di Lodi e nella città di Monza. Gli intervistati sono concordi nell’affermare che i valori residenziali dei canoni subiranno un aumento.

Per avere un quadro completo dei dati residenziali apro una parentesi sullo scenario del 2023, perché sono stati pubblicati i dati del Notariato, che considero tra le fonti più attendibili.

Secondo l’indagine, nel 2023 continua il calo delle compravendite degli immobili abitativi: passate da 589.486 del 2022 a 547.838 nel 2023 (accentuandosi ulteriormente il calo registrato dal 2021, quando si erano concluse 628.137 transazioni) segnando quindi una diminuzione complessiva del 7%. 

Nell’analisi relativa alla tipologia di immobile venduta, emerge in modo evidente che il calo delle compravendite di prima casa nel 2023 rispetto al 2022 è del 10% per acquisti da privati e del 22,5% per acquisti da impresa, mentre si riscontra una sofferenza minore nel comparto delle seconde case: il calo tra il 2023 e 2022 è stato del 2,4% nell’acquisto tra privati e del 2,7% nell’acquisto da impresa. 

Raffrontando i dati relativi ai due semestri del 2023, si registra in Italia un leggero aumento delle vendite nel corso del secondo semestre.

Per quanto riguarda i prezzi, nel 2023 il valore medio di scambio delle case si assesta sui 154.416 in riduzione rispetto ai 158.074 del 2022 e ai 155.118 del 2021.

Nel secondo semestre del 2023, il valore (mediano) degli immobili abitativi acquistati da privati con agevolazione prima casa è sceso a €113.000 rispetto ai €115.000 dei precedenti anni 2021 e 2022. Al contrario, gli immobili acquistati da imprese hanno mostrato un incremento significativo nel valore, salendo a €265.000, rispetto ai €235.000 del 2022. La maggior parte degli immobili acquistati da privati con l’agevolazione prima casa ha un valore inferiore a €99.000 (43,77%), mentre solo lo 0,34% supera il milione di euro. Per gli acquisti da imprese, il 27,82% si colloca nella fascia tra €200.000 e €299.999. 

Infine, uno sguardo ai mutui, che nel 2023 sono tracollati al -26%, dato ormai consolidato vista la difficoltà ad accedere al credito a seguito del rialzo dei tassi di interesse.

Dopo un 2023 di profondo calo, i dati del residenziale a Lodi nel primo trimestre dell’anno restituiscono quindi un quadro di stazionarietà, dove il mercato immobiliare si sta rimettendo in equilibrio e dove l’accesso ai mutui è a tutti gli effetti l’ago della bilancia per una ripresa robusta delle compravendite.

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